giovedì 5 aprile 2012

Conversazioni...


Ho recentemente avuto una brillante e e chiarificatrice conversazione  su un noto social network con un candidato sindaco di una lista sostenuta da un partito che a rigor di Costituzione non dovrebbe esistere (per privacy lo chiameremo A), e con un esponente del medesimo partito (che chiameremo B).
Per dovere di cronaca la pubblico.

A: a me interessa il programma, loro lo hanno accettato in toto, e niente nome fiamma tricolore per restare una lista civica, ci sono scontenti della lega del pdl, e hanno firmato gente di rifondazione per la mia candidatura, lasciamo stare destra e sinistra io non capisco più dove siano, certe volte dicono le stesse cose, e come me tanti moderati , come me che poi decidono sempre gli esiti delle elezioni

Michele: vede A, forse ha ragione a non sapere dove sia la sinistra, ma se vuole farsi un'idea di dove si trova invece la destra di ispirazione fascista e xenofoba vada a vedere il sito del partito che sostiene la sua lista civica. (niente fiamma tricolore? mi scusi quelle cosa che si intravede diertro le figure NERE del suo simbolo cos'é un gelato di mac donald's?)

B: Caro Signor Pellegrini Michele chi e' Lei per "giudicare" quale Partito dovrebbe Costituzionalmente esistere?? Parlate tanto di Democrazia e si permette di giudicare CHI o QUALE Partito deve nascere sul territorio? Faccia la gentilezza che prima di scrivere castronerie dietro account non riconoscibili, a differenza del Sottoscritto e dei componenti della stessa, poteva venire a chiedere spiegazioni!!X quanto riguarda il nostro sito ( account e' il termine giusto), se Noi siamo Xenofobi xche' Vogliamo tutelare gli interessi ma sopratutto I DIRITTI degli Italiani, alla faccia della sua ipocrisia non ci vergogniamo di essere tali. Forse non sa' cosa e' la xenofobia!!Sia mai che siate razzisti o xenofobi al contrario....!!!Quello che viene pubblicato nel Nostro account E' LA PURA E TRISTE VERITA'!!!E quel " gelato" sappiamo bene che da' fastidio, ECCOME, ci spiace ma ci dovrete sopportare, Democraticamente, caro signor pellegrini, se ne faccia una ragione!!

B: E parlando di politica e non di perditempo di sinistri che non hanno argomenti, confermo che abbiamo sottoscritto in toto il programma della Lista Civica "Gente Comune di Melegnano"!Se qualcuno ha bisogno di delucidazioni venga ai banchetti che non mangiamo nessuno!!Anzi, visti i consensi piu' che a disposizione!!

A: caro michele, in italia dobbiamo superare certi modi di pensare la destra e la sinistra tutti e due i partiti hanno avuto pagine nere nella storia, vedi stalin, voltiamo pagina, pensiamo al presente, esistono le leggi e vanno rispettate, poi se da una parte o dall'altra si trovano soggetti, stupidi, non si può dare la colpa ai due partiti, non faccia di tutta un erba un fascio saluti giovanni

Michele: caro sig. B, non sono io a doverlo giudicare ma in teoria la Legge 20 giugno 1952, n. 645 altresì nota come legge Scelba, attuativa della XII disposizione transitoria (comma I) della Costituzione della Repubblica italiana, che in Italia non viene più considerata reato.

Michele:  Faccia la gentilezza che??? cos'è una minaccia? Il Perditempo di sinistra chi sarebbe?io? moderi i termini B.

B:  Senta Pellegrini, se secondo lei la frase "faccia la gentilezza che..." e' una minaccia, allora non sa' cosa sono le minacce!!Non e' mio stile mi creda, io attacco di facciata e sulla stampa, ma quando ci sono gli argomenti, non a prescindere come fa lei , su facebook dove x altro e troppo comodo e facile!!Infatti se lo devo fare, scrivo ala Stampa!Oppure chiedo spiegazioni agli interessati in privato, senza bisogno di scrivere in bacheche altrui dove magari la parte opposta non puo' neanche rispondere!!Quindi abbiamo perso ancora tempo x niente, non se la deve prendere, non ho usato mica termini da moderare. Basta leggere sopra. Per il resto, se la prenda con la Costituzione non con Noi e x quanto Mi riguarda il dibattito privo di argomenti finisce qui. Se vuole spiegazioni sa' a chi e dove chiedere. Buon pomeriggio!!

Michele: Lei, signor B, si definisce Xenofobo, onde evitare di sentirmi dare del perditempo di sinistra le suggerisco questo link che non è un sito bolscevico
http://www.chiesacattolica.it/pls/cci_new/bd_edit_doc.edit_documento?p_id=14173

domenica 5 febbraio 2012

Ricomiciamo con un piccolo delirio!


Sono sbadato credevo d’essere laureato
Mi son sbagliato
Avevo anche studiato  eppure…
Sono sbadato
Convinto di essere sposato invece
Sono solo e abbandonato neanche un cane mi ha cercato
O forse ce l’avevo
Convinto che fosse legato
Ma è scappato
Nessuno mi ha cercato per dirmi l’ho trovato!
Sono sbadato
Mi son dimenticato, Le chiavi nel ducato
Me l’han rubato
Mi sono incamminato e tutti mi guardavano
I piedi sull’asfalto ero scalzo
Sono sbadato,
le scarpe mi ero scordato
Sono slacciato il compito non ho consegnato,
la bici non ho gonfiato

e a te bella non ti avevo già…baciato??

sabato 3 dicembre 2011

Cara Santa Lucia

 A Bergamo i bimbi stanno vivendo il loro periodo preferito, quello dell'attesa del 13 Dicembre giorno di Santa Lucia.
Perchè noi altri prealpini (con buona pace di chi si autodefinisce Padano...) festeggiamo questa ricorrenza?

Ho trovato questo...

A Bergamo il culto di Santa Lucia risale a molto lontano, nel 1337(D. Calvi, III, 404) scrive che fu posta presso le mura fuori della cinta della città verso Broseta, la prima pietra della chiesa e del convento che venne denominato con il nome di S. Lucia Vecchia, perché le monache che qui abitavano nel 1586 si trasferirono nel convento di S Agata in Prato, nel luogo ove sorge ora il palazzo Frizzoni.
Prima della soppressione, avvenuta verso la fine del secolo XVIII. si celebrava la festa con grande solennità' il 13 dicembre di ogni anno, e vi si teneva una fiera di cui è rimasta una labile immagine, in quella che sì tiene in particolari circostanze vicino alla chiesa dello Spasimo, dove normalmente si celebra la festa di S. Lucia.

È una delle più belle tradizioni della Bergamasca: nella notte tra il 12 e il 13 dicembre, la Santa si incarichi di distribuire doni ai fanciulli.

Un secolo fa A.Tiraboschi (cfr. Manoscritto, Festività Bergamasche) cosi scriveva: 
"Chi di noi non ricorda con piacere quel tempo in cui alla sera della vigilia del giorno di S.Lucia eravamo condotti dai nostri parenti a vedere quelle due lunghe grandi fila di banchette ricoperte di dolci, di mille maniere, e fra sacchi ricolmi di noci e di castagne affumicate?... Mi reco a passeggiare tra quei banchetti che, coi loro vari paramenti e con i loro tendoni illuminati di sotto producono un bellissimo effetto: mi fermo davanti a quei sacchi di noci e dì castagne, in mezzo ai quali è conficcata una candela, e mi diverto a sentire i vari inviti che dai venditori si indirizzano ai presenti: "I e ché i bei biligòcc de la Alota" (Eccoli qui i saporiti "vecchioni" di Vallalta).

Ancora oggi i nostri bambini si coricano presto la sera della vigilia sognando i doni che loro porterà S.Lucia e si addormentano canterellando: "Santa Löséa Mama méa / Co' la borsa del papà / Santa Löséa la rierà" (Santa Lucia mamma mia / con la borsa del papà / santa Lucia verrà), o ancora quella meno smaliziata:
"Santa Löséa, mama méa
met ü regal in da scarpa méa
se la mama no 'la met
Al resta ot ol me scarpet".
Santa Lucia, mamma mia,
metti un regalo nella mia scarpa,
se la mamma non lo mette,
restan vuote le mie scarpette.
Ai bimbi la leggenda popolare ha colorito di poesia, la notte di S.Lucia; la Santa scende con un asinello a distribuire i doni ai bimbi buoni. 
Bisogna far trovare sotto la cappa del camino, da cui discende, della paglia per nutrire l'asinello, e poi chiudere presto gli occhi curiosi al sonno, perché la Santa non vuol farsi scorgere.
Alcuni dicono che ai bimbi disubbidienti, ancora svegli per cercare di vederla, S.Lucia getta cenere negli occhi e passa oltre senza lasciare doni.
La notte del 12 dicembre vi è ancora l'usanza di appendere da parte dei bambini, alle finestre dei mazzetti di carote per ingolosire l'asinello di S. Lucia, ed invogliarla a lasciare più doni ai bambini. 
Altro uso antico era mettere fuori dalla finestra uno zoccolo di legno chiuso davanti con dentro un po' di crusca per l'asinello ed un bicchiere di legno pieno d'acqua per dissetare Santa Lucia. Accanto a tutto ciò veniva posto un lumino acceso per illuminare la finestra per indicare la presenza di bambini. La mattina, si apriva la finestra e si trovava ben poco: pastefrolle, caldarroste, carrube, castagne bollite, noci, nocciole, arachidi, cachi, mandarini, fichi secchi e croccanti fatti in casa con nocciole, acqua e zucchero, sandaletti, scarpe, oppure maglioni e calze pesanti di lana necessarie per l'inverno.
I regali per le bambine erano di solito bambole in legno o in pezza fatte dalla nonna; i bambini trovavano giocattoli di legno (cavallini, carriole, trenini, fucili), biglie e fionde.
Nel periodo fascista, il capo del governo Mussolini faceva giungere a nome di Santa Lucia dei pacchi dono con abiti, zoccoli e caramelle.

Le letterine alla santa

Vi è pure la tradizione che il 13 dicembre sia posto un cesto per la raccolta delle letterine, ai piedi della Santa nella chiesa di via XX settembre, chiamata ufficialmente dello "Spasimo", per la statua lignea dell'Addolorata.
Si scrive la lettera e la si porta direttamente all'indirizzo terrestre della Santa.
Molti piccoli con la crisi attuale hanno pensato bene di dare una mano alla Santa aggiungendo nella busta insieme alla letterina, i loro risparmi.
Per lo più sono lettere pratiche che vanno al sodo, che raramente si ricordano di dire "per favore", altre sono gentili e piene di promesse. Qualcuno con spirito materiale indica il proprio numero di telefono, e conclude "Gradirei che tutti i bambini, fossero felici e contenti".


Amici, ma soprattutto Amiche di Anni'10, aspettiamo le vostre letterine con quanto desiderate ricevere dalla Santa per voi, i vostri cari e magari per gli altri abitanti di questo pazzo, pazzo mondo!
PRONTI??


 

lunedì 28 novembre 2011

FIGLIO


"Figlio" si chiama questa poesia, è datata ma oggi che un figlio è qui che mi dorme addosso l'ho ripescata, per ricordare quel periodo e perchè a far fatica sono in tanti e non c'è un cazzo di cui avere vergogna ma occorre aprirsi perchè restar soli è sempre il rischio più grosso...


Forse mai

Forse futuro

Ma oggi ti cullo tra le mie braccia,
speranza e illusione
figlio della donna che amo
Madre della mia attesa

S.C.

domenica 27 novembre 2011

Poesia

Altro io sono
Prossimo, Vicino, Contiguo
eppure Altro.


Contatto o Distacco
pelle su pelle 
barriere
di tutto o di vuoto niente

Sempre Altro
Unico, Singolo, Originale
così il mondo di alterità ricco
che cerca il mio essere Altro
e Altro da me.

lunedì 21 novembre 2011

Buongiorno Simone!

Fiocco (nero)azzurro in casa Anni '10
Sergio è diventato papà ...
...e Chicca è diventata mamma!


Bambino,
se trovi l'aquilone della tua fantasia
legalo con l'intelligenza del cuore.
Vedrai sorgere giardini incantati
e tua madre diventerà una pianta
che ti coprirà con le sue foglie.
Fa delle tue mani due bianche colombe
e portino la pace ovunque
e l'ordine delle cose.
Ma prima di imparare a scrivere
guardati nell'acqua del sentimento

A. Merini

giovedì 3 novembre 2011

ricordi



Se ne era andato in una primavera di tanti anni fa, portato via dall’incoscienza e dalla paura vigliacca di chi invece avrebbe dovuto prendersi cura di lui. Dei quattro era il fratello maggiore, ma fu l’unico a conservare intatto il soprannome di quando era bambino. La storia triste di un padre scappato aveva fatto sì che sua madre scegliesse per lui il collegio nell’illusoria speranza di vederlo crescere ben nutrito e studioso. E non se lo perdonò mai da quando glielo fecero vedere morente nella sua stanzina del collegio di Casteggio. Forse solo chi ha conosciuto il dolore per la perdita di un figlio può sentire gli echi di quella sofferenza lontana e può immaginare la cura con cui quella madre piegò il vestitino della sua prima comunione e  lo portò con se come amarissimo ricordo per tutta la vita. E con quella vestina una ciocca di capelli come a volersi legare per sempre a quel dolore.
E fu invero così, il nome di quel figlio perduto tornava spesso sulle sua labbra con rabbia e dolore fino agli ultimi tempi quando si perse nei sentieri della mente tornando ella stessa bambina a desiderare l’abbraccio di una mamma.
Ora anche lei se ne è andata, e mi piace pensare che, se davvero esiste un posto in cui ci ritroveremo tutti un giorno quando avremo estinto il nostro debito con la carne, lei lo abbia incontrato là. Li immagino corrersi incontro, lei con i capelli cotonati e le gonne lunghe di una bella donna degli anni Cinquanta senza più tristezza e dolore negli occhi, lui con il sorriso sbarazzino di un bimbo di dieci anni che da tanto, troppo tempo altro non desidera che riabbracciare la sua mamma.